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9/5/2006 - ONU: LUCE AGLI STATI INSULARI CON L'ENERGIA DAL MARE

"Il Progetto della Ponte di Archimede SpA, sostenuto dall'UNIDO, presentato alle Nazioni comprendenti isole ed arcipelaghi"

New York, 9 maggio 2006 – Un affollatissimo parterre di rappresentanti di Paesi territorialmente suddivisi in isole degli Oceani Pacifico ed Atlantico ha assistito ieri pomeriggio (h.21 di Roma) alla presentazione di una tecnologia energetica, che proietta la ricerca italiana nella hit parade delle soluzioni allo shock petrolifero, evento svoltosi durante la Conferenza ONU sullo Sviluppo Sostenibile,
Il meeting, organizzato dall’UNIDO –United Nations Industrial Development Organization -, col supporto della Rappresentanza Permanente italiana presso le Nazioni Unite, ha mostrato ad esponenti diplomatici e di Organizzazioni Non Governative le interessanti prospettive dello sfruttamento delle correnti marine per l’approvvigionamento di energia elettrica, grazie alla turbina ad asse verticale brevettata Kobold, della Ponte di Archimede SpA (PdA), presieduta da Elio Matacena, tecnologia ormai da quattro anni in funzione nello Stretto di Messina e gia’ connessa con la rete distributiva.
E se con le correnti di media intensita’ dello Stretto (circa 2 metri al secondo), grazie al prototipo installato a 150 metri dalla costa di Ganzirri si riesce a produrre 40 kwh – ma l’ottimizzazione e’ continuamente in progress, cosi’ come il rendimento – le piccole isole remote degli Arcipelaghi di Paesi come le Fiji, la Giamaica, Antigua Barbuda, San Vincenzo e Grenadine, Tuvalu, Vanuatu, le Isole Salomone, l’Indonesia, le Bahamas, le isole Mauritius, il Timor Est, le Comore, Papua Nuova Guinea, lambite da correnti veloci almeno il doppio, potranno trovare in questa nuova fonte di energia pulita e rinnovabile il volano per il radicamento di piccole imprese agroalimentari ed ittiche.
Dal dibattito al quale hanno partecipato, fra gli altri, il ministro per l’Ambiente indonesiano, Dana Kartakusuma; il Senior Advisor on Energy dell’UNIDO, Ali Cahit Gurkok e l’Ambasciatore Aldo Mantovani si sono focalizzati i settori economici che possono migliorare la qualita’ della vita degli isolani, con l’installazione di catene del freddo per rendere esportabile il ricco pescato finora destinato unicamente al consumo locale, oppure attraverso l’installazione di desalinatori che, in molti casi, finalmente porterebbero l’acqua corrente potabile agli abitanti degli Arcipelaghi.
L’interesse suscitato non solo dalla presentazione, ma anche dal modellino esposto, che simula il funzionamento della tecnologia si e’ tradotto in numerose domande provenienti dall’uditorio, alle quali hanno risposto Emilio Vento, capoprogetto per l’UNIDO ed Elio Matacena, col supporto del vicepresidente della PdA, Ludovico Fulci e dell’ingegner Helena Eriksson.



 
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