Lo Sri Lanka ricava circa il 40% della sua energia dall’idroelettrico; le potenzialità offerte dallo sfruttamento delle correnti marine conferma questa propensione nazionale a considerare l’acqua quale preziosa risorsa energetica. In quest’ottica, la delegazione governativa, guidata dal Ministro dell’Energia, W.D.J. Seneviratne, con il vicedirettore generale della Società elettrica nazionale dello Sri Lanka, K.S.P. Jayawardena, ha incontrato nella sede dell’Ambasciata a Roma, padrone di casa l’Ambasciatore E. Rodney M. Perera, il presidente della Ponte di Archimede International SpA (PdA), Elio Matacena. All’incontro hanno preso parte anche il dottor Daniel Rossi, responsabile per l’Ambiente di ITPO UNIDO Italy (United Nations Industrial Development Organization) ed il consigliere commerciale dell’Ambasciata, ministro Wimal Hemachandra, promotore del meeting. Nel corso del cordiale incontro, l’ingegner Helena Ericsson della PdA ha illustrato le importanti prospettive della Turbina Kobold, tecnologia italiana brevettata dalla PdA per la produzione di energia elettrica dalle correnti marine, sostenuta dall’UNIDO per la sua disseminazione nei Paesi asiatici, a cominciare dall’Indonesia, dalla Repubblica Popolare Cinese e dalle Filippine, ed il cui primo prototipo al mondo fornisce energia marina rinnovabile alla rete elettrica della città di Messina. Della turbina sono attualmente allo studio ulteriori perfezionamenti per giungere a produrre unità in grado di generare ciascuna un Megawatt, con adeguate correnti riscontrabili principalmente negli stretti oceanici. L’identificazione di siti propizi nei mari territoriali dello Sri Lanka rappresenterà il primo passo per estendere il progetto UNIDO anche in un ulteriore Paese asiatico che patisce sulla propria bilancia dei pagamenti la spirale crescente dei costi del petrolio. “Si è trattato di un primo approccio che giudico altamente positivo – afferma Elio Matacena, presidente della Ponte di Archimede International nonché inventore della turbina Kobold – che proseguirà sia con contatti sul versante scientifico, con i ricercatori oceanografici dello Sri Lanka che potranno identificare i siti favorevoli all’installazione della nostra tecnologia, sia con la ricerca di partners locali pubblico/privati, atti a partecipare al programma UNIDO per la diffusione della Kobold.”
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